ExhibitionsFabulae Milesiae

10 May 2024
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Stratificazioni poetiche tra realtà e rappresentazione. Le fabulae milesiae di Malaspina e Mascarucci in mostra al Bisonte. Ha inaugurato martedì 7 maggio, presso la Galleria della Fondazione Il Bisonte la prima bipersonale fiorentina dei due incisori, a cura di Silvia Bellotti. Durante l’opening, anche una performance della musicista e sound designer Francesca Sandroni. La Fabula...

Stratificazioni poetiche tra realtà e rappresentazione. Le fabulae milesiae di Malaspina e Mascarucci in mostra al Bisonte.

Ha inaugurato martedì 7 maggio, presso la Galleria della Fondazione Il Bisonte la prima bipersonale fiorentina dei due incisori, a cura di Silvia Bellotti. Durante l’opening, anche una performance della musicista e sound designer Francesca Sandroni.

La Fabula Milesia è un genere letterario risalente al II sec a.C. così denominato in
riferimento al suo inventore Aristide di Mileto, autore di una raccolta di novelle oggi perduta, che fu d’ispirazione per molti autori greci e latini tra cui Ovidio e Apuleio. Si tratta di uno stile metanarrativo caratterizzato dall’inserimento di piani narrativi differenti all’interno della storia principale, dalla mescolanza di verità e inganno oltre che dalla presenza di elementi erotici, magici e metamorfici. Prendendo spunto da questa tradizione novellistica, la mostra si sviluppa come un racconto stratificato che si dipana in molteplici direzioni, attraverso digressioni, riprese e sconfinamenti. Dall’intreccio di due visioni solo apparentemente distanti, quelle di Michela Mascarucci e Antonio Malaspina, prendono vita mondi immaginifici, ora rigorosi e strutturati, ora mutevoli e fluttuanti, che si manifestano non come forme di opposizione binaria ma come una mescolanza di processi e concatenazioni.

Spiega la curatrice: “Comprendere il lavoro di Mascarucci e Malaspina significa avventurarsi in un’operazione speleologica, esplorare il sotterraneo attraverso strade secondarie da percorrere a ritroso, scavare oltre la superficie per far riemergere ogni sostrato simbolico. Solo allora la visione degli artisti si manifesta come un’epifania sul loro mondo interiore che, talvolta, può aprire una finestra anche sul nostro.”

Durante la serata inaugurale si è tenuta la performance della musicista e sound designer Francesca Sandroni, che nel suo lavoro fonde sonorità elettroniche con elementi acustici, alla ricerca di atmosfere sospese e sinfoniche.

La mostra resterà visitabile fino al 31 maggio 2024 secondo gli orari di apertura della Fondazione.

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